25 aprile • canzone • canzoni • Felice Cascione • resistenza. The lyricist was Felice Cascione (2 May 1918 - 27 January 1944) and the intention was to spur on the partisan movement. Pensiamo si sia trattato di un «riflesso condizionato culturale», una risposta pavloviana legata alla mancanza di un’elaborazione seria del passato fascista. sventolando la rossa sua bandiera; Al volo, ricordiamo solo Â«il virus è nell’aria», le foto di resse che non c’erano, i titoli a cinque colonne che descrivevano già situazioni di due settimane dopo, col risultato di orientare scelte politiche, divieti, comportamenti… Due mesi trascorsi a difendere anche gli aspetti più inaccettabili e vessatori della politica del lockdown, a indicare capri espiatori e tormentare presunti «furbetti» in modi che per rozzezza avevano poco da invidiare alle cacce all’uomo condotte da Barbara d’Urso, di cui erano solo una versione più appetibile al pubblico di “centrosinistra”. L’antagonismo era al suo acme sotto il sole, il sudore si profondeva dalle nuche squadrate dei cantori. A nessuno. Leggiamo insieme: Al soldato caduto Nessuno, forse, sa … Siamo soliti ricordare quella sconfitta in piazza, anche perché è in una piazza che quel tale, consumato il tempo dei suoi flash mob, fu appeso a testa in giù. Negli ultimi due mesi, quel giornale ha fatto di tutto per seminare terrore, paranoia e leggende metropolitane. Sventolando... ^Il Che Guevara di Imperia (PDF), su cantilotta.org. Disse Johnny ad Ettore che aveva ritrovato appena fuori della cintura rossa: - Essi hanno una canzone, e basta. Al momento è qualcosa di ancora troppo inarticolato, di imprevedibile. A tale proposito, ecco alcune riflessioni. Ogni contrada è patria del ribelle, Di recente è stato ritrovato il casone nel comune di Stellanello dove U Megu e i suoi compagni iniziarono la stesura del celebre testo. Fischia il vento Tre settimane dopo Felice Cascione fu ucciso in battaglia dai nazifascisti, e la sua squadra da quel momento portò il suo nome. – di «libertà individuali». Il tempo scorre gentile,ma sempre ci sarà il 25 Aprile anche quelli che fan finta di niente,cancellati ricordi della mente Mi rincuora l"innocenza dei giovani che cantano ingenui e con le loro voci le nostre,che siamo meno ingenui Il tempo è bestia gentile e in gentile silenzio coloro che furono,bella ciao,fischia il vento Quando è stata votata la legge che ci toglie la facoltà di decidere il margine di rischio che vogliamo correre?». ormai sicura è già la dura sorte Quali effetti possa determinare una prolungata privazione di questa “normalità” per una intera popolazione (e per la sua salute in senso pieno), nonché l’assurda demonizzazione dell’aria aperta, è qualcosa che non possiamo prevedere nella sua devastante portata. Riflessioni urgenti sulla necessità di rompere il vetro e tornare in strada. L’interpretazione di «assembramento» che si è affermata all’istante proviene direttamente dal ventennio, dal Titolo 2 del TULPS (Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza) del 1931 e dal regolamento delle colonie di confino, dove era «assembramento» il semplice passeggiare insieme se in numero superiore a due. ogni donna a lui dona un sospir, In strada. Ogni donna a lui dona un sospir. Felice Cascione venne ucciso dai fascisti il 27 gennaio del 1944, a 25 anni. Oggi, 25 aprile 2015, sono settanta anni dalla Liberazione e non si può non ricordare la Resistenza, per quanto si tratti di un argomento di solito poco digeribile per l’establishment di turno. Hai figli che stanno male perché non possono uscire all’aperto e vedere i loro amici? ... Testo: Felice Cascione Musica: sul tema russo "Katiuscia" Anno: 1944. Addirittura Repubblica! URL consultato il 15 maggio 2013. Scagliamo il lavabo di marmo contro la vetrata. Una settimana fa Massimo Zanetti ha condiviso qui su Giap la lettera che ha scritto all’ANPI di Bologna: «Buongiorno,leggo della vostra iniziativa per il 25 Aprile e rimango sinceramente sgomento.Mi riferisco in particolare alla vostra concertazione con il Comune di Bologna.Vorrei ricordarvi che il sindaco di Bologna è stato uno dei primi in Italia a chiudere i giochi e parchi pubblici, relegando i bambini in casa. Subito dopo, questo nucleo partigiano si ingrandì, e anche il ventenne Italo Calvino, abitante San Remo, si arruolò in quel gruppo, con nome di battaglia Santiago, dato che era nato a Cuba nel paesello avanero di Santiago de Las Vegas. La rabbia è reale e non vede più steccati. Oggi, 21 Aprile, celebreremo a modo nostro l’anniversario della Liberazione di Bologna. In realtà sei tu che malsopporti il sacro lockdown e proietti sui tuoi figli il tuo desiderio piccoloborghese di bere un campari. C’è chi si è ostinato a negare il problema delle libertà compresse dal lockdown, usando con sarcasmo gli stessi diminutivi banalizzanti dei governatori o sindaci celoduristi, da Fedriga a De Luca: la «corsetta», la “passeggiatina”… Si è arrivati a dire che la libertà era faccenda da borghesucci annoiati del proprio salotto, una pseudo-questione agitata da intellettuali che scalpitavano per tornare a farsi l’aperitivo ecc. La melodia che fu poi utilizzata durante la Resistenza è quella della famosa canzone popolare sovietica Katyusha, composta nel 1938 da Matvei Blanter e Michail Isakovskij. E il poliziotto: «Ci vuole pazienza..». A farne le spese direttamente, in queste settimane, sono state migliaia di persone. Quell’evento ha colpito l’immaginazione anche fuori dall’Italia, tanto che l’articolo in cui ne parlavamo Ã¨ stato tradotto in diverse lingue: inglese, spagnolo e portoghese. Un’altra rassegna si può leggere su Osservatorio Repressione. Cantiamo insieme: Fischia il vento di Felice Cascione Fischia il vento e infuria la bufera ... 25 aprile. Col risultato che oggi la pratica reale di molte presunte «persone comuni» – che da settimane adottano microtattiche di disobbedienza e resistenza – è più avanzata di quella di molti super-ligi militanti. Cessa il vento, calma è la bufera, Ormai sicura... Sentirsi ripetere fino alla nausea, a reti unificate e titoli sbraitati di fronte alle edicole, che bisognava stare in casa, ha portato milioni di persone a blindarsi vive, con conseguente demonizzazione dell’aria aperta. La decretazione d’emergenza e l’epidemia di ordinanze e divieti – sovente assurdi – hanno dato alle forze dell’ordine molta più discrezionalità di quanta già ne avessero (ed era già molta). Allora è ovvio che il primo fascio che ti dà ipocritamente un po’ di ascolto, se non hai una preparazione e una convinzione politica profonda ti si piglia in due agili mosse. 25 aprile: fischia il vento e urla la bufera sul governo. Se il primo tentativo neofascista di capitalizzare l’insofferenza diffusa – la «processione» di Pasqua organizzata da Forza Nuova – si è risolto in un flop, stavolta potrebbe andare diversamente. L’appello dell’ANPI nazionale a festeggiare il 25 Aprile dai balconi, cantando Bella ciao e sventolando il tricolore, ha lasciato l’amaro in bocca a molte persone. La differenza d’approccio è tra chi le ha sopportate senza farsele piacere per forza, e chi invece ne ha parlato con entusiasmo, con spreco di retorica e toni e titoli roboanti. Diffonde anche un video dove un parroco del cremonese, don Lino Viola, si oppone con fermezza e dignità all’interruzione manu militari della messa che sta celebrando di fronte a pochissimi fedeli, tutti con mascherine e ben più che a distanza di sicurezza. Tutti erano calamitati a quel podio, anche gli azzurri, anche i civili, ad onta della oscura, istintiva ripugnanza per quella canzone così genuinamente, tremendamente russa. Sul rapido e prepotente riemergere di questo termine nell’immaginario italiano abbiamo già scritto qualche appunto. un articolo contro gli abusi compiuti dalle fdo, combattere le, testuale, “sacche di resistenza”, il surf trasversale dentro l’ondata dei Gilets Jaunes, in Polonia, il movimento delle donne è sceso in piazza, l’obbligo di mascherina pure quando non serve, Rapporto ONU 2020 sulla situazione LGTB: la pandemia ha aggravato la discriminazione, Italia Patrimoniale respinta definitivamente, Decenni di dominio liberista, ovvero la guerra dei dominanti contro i dominati. Ogni contrada è patria dei ribelli ogni donna le dona un sospir, nella notte ci guidano le stelle forte il cuore, il … A conquistare la rossa primavera. Per stroncare le prossime lotte, le prossime occupazioni, la repressione adotterà motivazioni sanitarie. Riscontriamo che in molte discussioni on line chi difende lo #stareincasa si ritrova per la prima volta in minoranza, soprattutto quando si parla di abusi in divisa. È prevalso un insieme di discorsi e posture regressivo, quando non reazionario. Appunti di fine anno, India: la protesta dei contadini è una lezione per tutti. Dietro la mimica impoverita, lo sguardo perso nel vuoto, l’ordine sequenziale di ogni comunicazione virtuale si percepisce facilmente questa semplice verità. Nella notte lo guidano le stelle. Dove sorge il sol dell'avvenir. Si parla di ciò anche nella "Storia della Resistenza Imperiese 1ª Zona Liguria" di Carlo Rubaudo, il cui capitolo 9 viene riservato alle canzoni partigiane della zona. Ne va della possibilità futura di fare riunioni, assemblee, manifestazioni, presidii, sit-in, picchetti e in generale di attraversare e vivere lo spazio pubblico fisico. Se esci di casa con tua moglie e tua figlia è già assembramento, anche se vivete insieme; se porti tuo figlio a fare la spesa è già assembramento; se ti fermi a salutare un’amica a distanza di sicurezza è già assembramento, come nell’aneddoto raccontato qualche giorno fa da Ginevra Bompiani: «Oggi, per andare in libreria, ho attraversato per la prima volta un pezzo di città. Fischia il vento è una celebre canzone partigiana comunista italiana su aria russa, il cui testo era stato scritto da Felice Cascione, giovane poeta e medico neolaureato ligure, a Bologna, prima dell'8 settembre 1943.La melodia che fu poi utilizzata durante la Resistenza è quella della famosa canzone popolare sovietica KatjuÅ¡a, composta nel 1938 da Matvej Blanter e Michail Isakovskij. Da intorno e sotto aumentarono le insistenze e quello allora intonò «Fischia il vento, infuria la bufera» nella versione russa, con una splendida voce di basso. Niente “convocazioni”, ci muoveremo da soli, prendendoci in prima persona le responsabilità del caso.Vogliamo fare qualcosa anche il 25 Aprile. Repubblica è il giornale di riferimento della sedicente “sinistra” neoliberale, non era lecito aspettarsi niente di diverso. L’altroieri, sempre a Torino, l’incrocio tra corso Giulio Cesare e Corso Brescia è stato occupato da uno squadrone misto di forze dell’ordine ed esercito, decine di divise, allo scopo di accerchiare e portare via di peso quattro compagne/i, colpevoli di aver contestato il trattamento inflitto a due giovani immigrati. Se ci coglie la crudele morte, A chi faccio del male salutando un’amica da lontano? “Fischia il vento” divenne presto l’inno ufficiale di tutte le Brigate Garibaldi del Nord Italia. di Barbara Fois - Liberacittadinanza - 24/04/2019. Questi non sono exploit isolati, né la repressione colpisce solo immigrati o militanti. A conquistare la rossa primavera. Con Silvano Alterisio, detto Vassili e altri compagni vennero adattati sull'aria russa i versi scritti da Felice poco tempo prima, mentre si stava laureando nella Facoltà di Medicina dell'Università di Bologna. La settimana scorsa, in Polonia, il movimento delle donne è sceso in piazza â€“ rispettando le distanze di sicurezza – per protestare contro l’ennesimo tentativo di vietare l’aborto. Sono arrivate molte esortazioni a celebrare il 25 Aprile in modo degno e, soprattutto, non solo virtuale e nemmeno solo alla finestra. dura vendetta verrà dal partigian; Fischia il vento è una celebre canzone partigiana italiana su aria russa, il cui testo era stato scritto dal giovane poeta e medico ligure, neolaureato a Bologna prima dell'8 settembre 1943, Felice Cascione (Porto Maurizio, 2 maggio 1918 - Alto, 27 gennaio 1944). Fischia il vento, oltre ad essere l'inno ufficiale di tutte le Brigate Partigiane Garibaldi, viene indicata dallo storico Roberto Battaglia nella "Storia della Resistenza" come la canzone più nota ed più importante nella lotta italiana di Liberazione. The music is that of the Russian popular song Katyusha. L’altra condizione necessaria è ritenere che videoriunioni e assemblee virtuali siano palliativi, o comunque forme a cui siamo costretti obtorto collo, che dovrebbero lasciarci fortemente insoddisfatti e desiderosi di tornare a fare quelle vere. Poi il coro si spense per risorgere immediatamente in un selvaggio applauso, cui si mischiò un selvaggio sibilare degli azzurri, ma come un puro contributo a quell’ubriacante clamore. Qualche badogliano propose di contrattaccare con una loro propria canzone, ma gli azzurri, anche la truppa, erano troppo nonchalants e poi quale canzone potevano opporre, con un minimo di parità, a quel travolgente e loro proprio canto rosso? Quella loro canzone è tremenda. 25 Aprile 2009 Porta S. Paolo Fischia il ventoNeed new shirts ? Se la cantasse un neonato l’ammazzerebbero col cannone. 25 aprile a Imperia 16 – 25 Aprile 2013 / Imperia ... Ai partecipanti verrà consegnato come ricordo un segnalibro che riporta il testo di "Fischia il vento" composta da Felice Cascione, medaglia d'oro alla memoria. Media e politici hanno subito giustificato l’operato di agenti e soldati dicendo che a monte c’era lo scippo di una collanina.

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